Patchwork: Tra aghi e bottoni

Patchwork gioco da tavolo per due giocatori

Sempre per la linea degli imperdibili da due abbiamo una pietra miliare della cultura ludica firmata Uwe Rosenberg (autore anche di Agricola e Le Havre): Patchwork.

Nei panni dell’ amabile moglie di un pioniere americano vi ritroverete a cucire stoffe di forme improbabili con la tecnica dalla quale il gioco prende il nome.
Tradotto letteralmente con “rappezzare” il patchwork prevede l’utilizzo di vari pezzi di stoffa e altri materiali di recupero e solitamente il prodotto ultimo è una soffice ed accogliente coperta.

Il gioco è un astratto con alla base delle meccaniche di facile digestione che lasciano però grosso spazio strategico a chi le sa sfruttare,
l’ obiettivo è quello di riempire al meglio possibile la propria plancia incastrando le tessere in maniera efficiente ed intelligente.
I nostri ritagli di stoffa hanno tutti forme diverse(alcune chiaramente materializzate dai peggiori incubi dei giocatori di Tetris di tutto il mondo) e costi diversi, le risorse che dovrete pagare per poterli acquistare sono di due tipi: Bottoni e tempo.

patchwork_gameplay.jpgAll’ inizio della partita tutte le tessere vengono mischiate e disposte in cerchio intorno alla plancia segna-tempo sulla quale vengono collocati 2 segnalini, uno per ciascuno dei partecipanti. Il giocatore di mano, a questo punto può scegliere quale tra i tre pezzi alla destra del birillo di legno (posizionato casualmente tra due delle tessere del cerchio) desidera comprare, paga i bottoni necessari e raccoglie la tessera, fatto questo, il birillo ne prende il posto nel cerchio, il giocatore colloca la tessera sulla sua plancia, manda avanti il suo segnalino tempo di un numero di spazi pari alle clessidre presenti sul brandello di stoffa piazzato, guadagnando tutti i bonus che attraversa durante la strada e conclude il suo turno.

I due tipi di bonus sono: Pezze 1×1 ideali per tappare qualsivoglia spazietto vuoto rimasto e bottoni aggiuntivi in base alla quantità di simboli bottone presente sulle tessere già giocate.

Chi dei due sia il giocatore di turno è determinato da quale dei due segnalini sia più indietro sulla plancia segna-tempo quindi può capitare anche di fare due o più turni consecutivi.
Es. Emiliano è sulla 6a casella del tracciato segna-tempo mentre Danilo sulla 3a, Danilo sceglie di piazzare un pezzo dal costo di 2 clessidre in modo tale da assicurarsi anche il turno di gioco successivo.

Patchwork - panoramica di gioco

La partita termina quando i segnalini tempo di entrambi i giocatori si trovano nell’ ultima casella del tracciato, il giocatore che vince è quello con più punti dopo averne sottratti due per ciascun buco lasciato sulla propria plancia.
Diciamocelo, nessuno ama le coperte sforacchiate.

In conclusione mi sento di dire che per un boardgamer non aver almeno provato Patchwork sia un peccato capitale, uno di quelli seri, da girone infernale basso coi forconi, le fiamme e tutto il resto, anche perché un gioco così scorrevole, piacevole agli occhi ed economico non è veramente da prendere sotto gamba.

La pecca che personalmente trovo in questo gioiellino è che il tema anche se calzante non è particolarmente avvincente. Una battaglia tra sarte non tira certo come i due dragoni che si fronteggiano di Tao Long, però superato questo piccolo scoglio si apre un oceano di partite avvincenti e divertenti che valgono sicuramente il prezzo del biglietto.

Lo consiglierei a cuor leggero a tutti gli amanti del genere e ai curiosi che si affacciano per la prima volta al mondo del gioco da tavola con la certezza di non deludere né gli uni né gli altri, considerato poi che è anche un ottimo titolo per provare a coinvolgere chi è solitamente completamente refrattario agli astratti.

 

Patchwork

 

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